L'EX PM LUIGI DE MAGISTRIS, CONDANNATO, SI DIMOSTRA PER QUELLO CHE E'
Ricordate
Luigi De Magistris, l’ex pm che si buttò in politica nel 2011 finendo con
l’essere eletto sindaco di Napoli?
Ecco, questo ‘signore’ è appena stato condannato - con la sospensione
condizionale della pena - a quindici mesi di reclusione e, come pena
accessoria, dodici di interdizione dai pubblici uffici.
Il motivo della punizione inflitta all’ex magistrato è l’eccessiva disinvoltura
con cui aveva ordinato intercettazioni telefoniche - in particolare per aver
messo sotto controllo le utenze telefoniche di Romano Prodi e Clemente
Mastella, nel corso dell’operazione “Why Not?” - quando era alla Procura della
Repubblica presso il Tribunale di Potenza.
“E’ il momento di cambiare”, recitava il manifesto del suo Movimento Arancione
(http://www.movimentoarancione.com), quando il De Magistris si presentò alle
elezioni politiche nel cartello guidato dal suo ex collega Antonio Ingroia.
Mi domando cosa intendesse, quando ha scritto tale proclama: a vedere ciò che è
accaduto successivamente, forse si può dire che l’intento era quello di
cambiare soltanto i nomi di chi ha in mano il comitato d’affari della
borghesia.
Dico questo perché la sua reazione alla pena inflittagli fa pensare che anche
costui sia uno che, siccome è stato eletto dal ‘popolo’, pretenderebbe
l’assoluta impunità; non è un caso che sia sbottato: “io non mi dimetto, sono i
giudici che mi hanno condannato che dovrebbero farlo”.
Eppure, da uomo di legge, sa bene che le sentenze vanno eseguite:
l’interdizione dai pubblici uffici non gli permette di continuare a (mal)
governare Napoli; evidentemente il ‘signore’ in questione rispetta soltanto i
pronunciamenti che gli danno ragione, dimostrando pertanto di non differire
dagli altri politicanti, di qualunque colore essi pretendano di essere.
Infine, mi piacerebbe sapere qual è l’atteggiamento del Partito dei Comitati di
Appoggio alla Resistenza-per il Comunismo rispetto alla vicenda che vede
coinvolto il sindaco da loro appoggiato alle elezioni comunali sopra citate.
Forse, ora che sono entrati ufficialmente a far parte dei sostenitori del
Movimento Cinque Stelle - abbandonando ogni seppur vago riferimento alla
necessità della Rivoluzione, per rifugiarsi nel riformismo apertamente di
destra - avranno cambiato idea.
Genova, 03 ottobre 2014
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com